Giacomo Puccini, La rondine

 

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La rondine di Giacomo Puccini, data il 23 novembre al Teatro del Giglio, non viene messa spesso in scena. Il pubblico conosce benissimo la Tosca, la Madama Butterfly, la Boheme, ma questa opera e’ forse meno popolare delle opere pucciniane. Invece, secondo me, anche la Rondine e’semplicemente bella e ci sono dei pezzi bellissimi e profondi.

La regia elegante di Gino Zampieri era molto in sintonia con le musiche del grande compositore e reso lo spettacolo veramente memorabile. Vorrei ricordare anche il gran bel lavoro di Rosanna Monti: i bellissimi costumi d’epoca e le magnifiche scene.

Questo spettacolo e’ un ottimo esempio dell’opera e della regia classiche: di quanto sono belle se si trovano nelle mani buone di professionisti. E poidimostrano a tutti che non esistono le opere «coperte di ragnatele», antiche e poco interessanti per il pubblico moderno, ma esistono tanti registi che non capiscono e non conoscono a fondo le musiche dei grandi compositori e, chiamando i loro «capolavori» una rilettura moderna, fanno spettacolo di cattivo gusto, spesso anche orribile.
La rondine e’ una delle poche opere non tragiche. La fine e’ invece melodrammatica.
Dei cantanti ammetto solo la loro bravura artistica, veramente molto organica. Invece e’ stata purtroppo ovvia una certa mancanza nella bravuravocale. Puccini e’ uno dei compositori piu’ difficili da interpretare. Senza la mancanza di bravi vocalisti pucciniani questo spettacolo potrebbe essere definito perfetto.
Magari solo Lisette, interpretata da Chiara Pieretti, e’ stata notevole. Insieme a Prunier, cantato da Andrea Giovannini, hanno fatto una bella»coppia» in questo spettacolo (guardate il video).

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