Il crollo di casa Usher

 

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Petr Il’ic Chajkovskij e’ uno dei miei compositori russi piu’ amati. Invece tra i compositori italiani, per me, al primo posto rimane sempre Verdi. Non so quanti libri ho letto sulla vita di questo grande italiano e quante volte ho riguardato l’omonimo sceneggiato televisivo girato da Renato Castellani. Riguardo a Giacomo Puccini, invece, ci sono voluti anni prima di poterlo apprezzare. Ma questa e’ un’altra storia e ve la racconto la prossima volta.

Puccini adorava la sua citta’ natale, Lucca. Dopo i suoi studi a Milano sognava di ritornarci e viverci scrivendo le sue opere. Ma una complicata storia d’amore non gli permise di realizzare questo sogno.

In questa piccola e stupenda citta’ italiana sono nati anche altri famosi musicisti: Alfredo Catalani e Luigi Boccherini.

Il 4 maggio i Lucchesi hanno incontrato un altro musicista «di casa», il giovane Federico Favali. Al teatro della citta’ hanno dato la prima della sua opera, » Il crollo di casa Usher» . Credo sia stata una serata importantissima per l’ autore. Nonostante fosse un’opera prima, la sala era piena.

Per me e’ stato interessante ascoltare questo lavoro, non solo perche’ conosco Federico ma anche perche’ volevo vedere come aveva interpretato il famoso racconto di Edgar Allan Poe. E poi ero curiosa di ascoltare un’opera contemporanea italiana. Devo ammettere che il lavoro di Federico non e’ quel tipo di musica italiana a cui e’ abituato il mio orecchio. Sarebbe difficile canticchiare per strada un’aria della sua opera come si fa con le arie di Puccini o Verdi. Il suo, credo sia un altro tipo di musica, e ora capisco perche’ a Federico piaccia tanto «La sagra della Primavera» di Stravinskij ;-). Non vi so dire se ora posso apprezzare questo tipo di musica (credo sia una questione di tempo e di esperienze musicali), ma quello che ho visto e sentito a teatro il 4 maggio e’ stata una esperienza nuova e senza dubbio molto interessante.

Penso anche che non sia stato facile musicare e mettere in scena questo racconto di Poe. Lo spettacolo e’ stato molto interessante e certamente non e’ giusto descriverlo, perche’ per apprezzarlo bisogna ascoltarlo e vederlo a teatro.

Caro Federico, spero sia stato il primo successo di molti! Ti auguro di tutto il cuore di avere una lunga vita artistica e chissa’ se tra cent’anni di Lucca parleranno non solo come della citta’ natale di Puccini, Catalani e
Boccherini ma anche di Favali ;-).

PS: In Russia ci sono delle splendide tradizioni, una delle quali riguarda il teatro. Da noi dopo uno spettacolo o dopo un concerto, agli artisti regalano dei fiori. E’ un modo semplice ma molto carino per ringraziare gli artisti che vi piacciono. La sera dello spettacolo sono stata l’unica a portare un mazzo dei fiori a Federico, forse perche’ sono stata l’unica russa in sala? 😉 In Italia andiamo spesso sia ai concerti sia all’opera ma non ho mai visto nessuno portare dei fiori agli artisti. Non esiste una tradizione simile anche in Italia?

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