Federico Nicoletta nel finale del Concorso Pianistico di Santander

Ho registrato la mia prima intervista nel lontano 2013. Come protagonista di quella conversazione avevo scelto un bravissimo e giovane pianista italiano, Federico Nicoletta. Ci siamo incontrati nell’oratorio degli Angeli Custodi di Lucca e abbiamo parlato per quasi due ore. Direi che fondamentalmente era Federico a parlare, mentre io ascoltavo con interesse. E’ stata la prima esperienza sia per me sia per il mio registratore, comperato il giorno prima a posta per quella intervista. Nelle due ore della nostra conversazione abbiamo discusso di tutto: della sua infanzia, dei suoi primi passi nella musica, dei suoi fantastici genitori, della sua famiglia, della letteratura russa e di tante altre cose. Grazie a quella intervista ho conosciuto meglio Federico anche come persona interessante, intelligente, sorridente, solare, giudiziosa ed anche modesta.

Dopo quella intervista il mio interesse per questo giovane, sia come musicista sia come persona, è solo cresciuto. Purtroppo la nostra presenza in Italia non ha coinciso spesso con i suoi concerti, ma il desiderio di ascoltarlo è stato sempre elevato.

Il mondo dei pianisti è grande. In Russia ci sono molti bravissimi musicisti, la nuova generazione dei giovani va avanti con passi incredibili e ogni anno nel cielo pianistico nasce “una” nuova stella. Grazie a diverse splendide iniziative di grandi musicisti come Denis Mazuev ed Ekaterina Mecetina (i festival musicali nelle diverse città russe, i concorsi, i programmi d’aiuto ai giovani), i talenti adolescenti hanno la possibilità di farsi conoscere da un’età molto giovane ed essere aiutati e seguiti da grandi colleghi. Per un giovane musicista è importante. Certamente, avendo molti talenti qua, conosciamo meno quelli stranieri. Con le mie interviste cerco di far incontrare al pubblico e i lettori russi anche i nomi italiani che meritano di essere conosciuti ma che non hanno ancora avuto la fortuna di avere pubblicità in altri Paesi.

In questi giorni Federico Nicoletta partecipa alla finale di uno dei più prestigiosi concorsi pianistici del mondo, quello di Santander Paloma O’Shea. Può darsi che non sia abbastanza obiettiva perché per me Federico è già uno dei più amati pianisti italiani ma, a mio parere, le opere che ha scelto per questo concorso sono difficilissime non solo tecnicamente ma anche emotivamente. Può darsi che non sia molto chiara nelle mie spiegazioni (e perdonate l’ignoranza tecnica di una semplice appassionata di musica classica) ma ieri Federico ha suonato:

Robert Schumann(1810-1856)
Concerto in LA minore, op 54
Allegro affettuoso
Intermezzo. Andantino grazioso
Allegro vivace

Oggi sto riascoltando la registrazione dell’esibizione di ieri. Partecipare alla finale di questo concorso è già una vittoria per tutti e sei i finalisti! È un gran lavoro emotivo e musicale fatto durante tutto il periodo della preparazione per il concorso e nelle due settimane della sua durata. Qualsiasi posto ottenuto è da vincitore! Sono felice e fiera di Federico! La finale è anche la sua vittoria, grande e meritata!! Ieri non eravamo solo noi ad ascoltarlo in diretta da Mosca, ma l’ascoltavano dall’America, dall’Italia e sono sicura che siamo stati in tanti a godere della sua esibizione!

Non sappiamo ancora quale premio riceverà. Oggi tocca suonare agli altri tre finalisti. Per noi, i suoi amici, i colleghi, gli ascoltatori, i fan, gli allievi, i parenti è comunque un vincitore e sono felice che, grazie a questo concorso, oramai la sua fama sia arrivata in Russia e in altri Paesi del mondo. Perché lui se lo merita davvero!

Concerto di Roberto Giordano a Milano, 19 maggio 2018

Erano anni che non andavamo a Milano e ci voleva qualcosa di importante, anzi importantissimo per farci ritornare in questa città. L’occasione è stata il concerto di Roberto Giordano il 19 maggio.

La vita di Roberto Giordano è strapiena di impegni oramai da molti anni. Essendo il principale professore di pianoforte all’Institut de Musique et Pédagogie di Namur, in Belgio, e al Conservatorio “F. Cilea” di Reggio Calabria, insegnando alla celebre Accademia Pianistica d’Imola, dove ora è anche vicedirettore, seguendo il Cantiere Musicale Internazionale da lui stesso fondato in Calabria e facendo diverse master class sia a Imola sia in altre parti del mondo, credo gli rimanga pochissimo tempo per la vita concertistica. Ed è un vero e proprio peccato, perché il desiderio di ascoltare questo splendido pianista è sempre immenso! Così ogni concerto di Giordano diventa un vero e proprio regalo, prezioso e molto atteso da tutti i suoi ammiratori, tra cui siamo anche noi.

Diverse persone trovano la musica classica complicata e impegnativa e spesso la eliminano dai loro interessi. Con le mie interviste ai musicisti, ai pianisti sia italiani sia russi, cerco di far capire meglio alla gente il mondo splendido dello musica classica. Insieme ai protagonisti delle mie conversazioni cerco di far crescere interesse e curiosità per questo stupendo genere musicale.

Credo che praticamente ogni persona sia capace di capire la musica classica, ma molto dipende anche dall’interprete. Sono sicura che la personalità di un musicista, di un pianista, sia un elemento fondamentale della sua interpretazione. La bravura tecnica vale poco se nell’esecuzione non c’è anima, non c’è vita. La maggior parte degli ascoltatori vengono colpiti proprio dalle emozioni che spesso sono difficili da spiegare ma sono talmente forti che restano con loro anche dopo il concerto. E queste emozioni possono essere regalate agli ascoltatori solo da un grande artista. Giordano è uno di quei musicisti in cui si unisce sia la grandezza umana sia quella artistica. Ed è un dono raro e molto prezioso. Posso permettermi di dirlo perché ho l’onore e il grande privilegio di conoscere Roberto anche nella vita privata, osservarlo durante le sue lezioni all’Accademia d’Imola e vedere il suo rapporto con gli allievi, che trovo semplicemente bello, pieno di umanità, un rapporto non solo da maestro ma anche da amico e da collega.

Giordano è un artista che, con il primo tocco sulla tastiera, ti porta nel mondo creato dal compositore e ti fa ritornare in sala solo con gli ultimi accordi. Credo sia un vero e proprio talento. La mia è forse una spiegazione banale ma vera. Proprio per queste emozioni indimenticabili aspettiamo sempre ogni sua esibizione e ci farebbe piacere di poterlo ascoltarlo dal vivo più spesso.

Vorrei ringraziare Roberto per l’invito a questo splendido concerto, organizzato in uno dei luoghi più belli di Milano, Palazzo Litta. Il sold out di qualche settimana prima non ha permesso a tutti di entrare nella maestosa Sala degli Specchi e di godere del fantastico programma che ha incluso le opere di R. Schumann {Blumenstük (Pièce fleurie. Op.19-Faschingsschwank aus Wien Op.26 (Carnaval de Vienne) — Allegro (Sehr Lebhaft) — Romanze (Ziemlich Langsam) — Scherzino Intermezzo (Mit Gröbter Energie) — Finale (Höchst Lebhaft)} e C. Debussy {La Sérénade interrompue, Prélude n.9, 1er livre — Les Collines d’Anacapri, Prélude n.5, 1er livre — Estamper — Pagodes — La Soirée dans Grenade — Jardins sous la Pluie — L’Isle Joyeuse}

Sono molto grata anche alla Bottega Discantica per la completa collezione dei CD di Roberto Giordano. La nostra presenza a Milano e la vicinanza di Palazzo Litta a questa casa discografica ci hanno permesso di completare la nostra collezione delle registrazioni di Roberto. Oramai da due settimane il CD “Clavicembalisti italiani XVIII sec” è nel nostro TOP personale e continuiamo a goderlo a casa a Mosca in attesa dei nuovi concerti.Erano anni che non andavamo a Milano e ci voleva qualcosa di importante, anzi importantissimo per farci ritornare in questa città. L’occasione è stata il concerto di Roberto Giordano il 19 maggio.

La vita di Roberto Giordano è strapiena di impegni oramai da molti anni. Essendo il principale professore di pianoforte all’Institut de Musique et Pédagogie di Namur, in Belgio, e al Conservatorio “F. Cilea” di Reggio Calabria, insegnando alla celebre Accademia Pianistica d’Imola, dove ora è anche vicedirettore, seguendo il Cantiere Musicale Internazionale da lui stesso fondato in Calabria e facendo diverse master class sia a Imola sia in altre parti del mondo, credo gli rimanga pochissimo tempo per la vita concertistica. Ed è un vero e proprio peccato, perché il desiderio di ascoltare questo splendido pianista è sempre immenso! Così ogni concerto di Giordano diventa un vero e proprio regalo, prezioso e molto atteso da tutti i suoi ammiratori, tra cui siamo anche noi.

Diverse persone trovano la musica classica complicata e impegnativa e spesso la eliminano dai loro interessi. Con le mie interviste ai musicisti, ai pianisti sia italiani sia russi, cerco di far capire meglio alla gente il mondo splendido dello musica classica. Insieme ai protagonisti delle mie conversazioni cerco di far crescere interesse e curiosità per questo stupendo genere musicale.

Credo che praticamente ogni persona sia capace di capire la musica classica, ma molto dipende anche dall’interprete. Sono sicura che la personalità di un musicista, di un pianista, sia un elemento fondamentale della sua interpretazione. La bravura tecnica vale poco se nell’esecuzione non c’è anima, non c’è vita. La maggior parte degli ascoltatori vengono colpiti proprio dalle emozioni che spesso sono difficili da spiegare ma sono talmente forti che restano con loro anche dopo il concerto. E queste emozioni possono essere regalate agli ascoltatori solo da un grande artista. Giordano è uno di quei musicisti in cui si unisce sia la grandezza umana sia quella artistica. Ed è un dono raro e molto prezioso. Posso permettermi di dirlo perché ho l’onore e il grande privilegio di conoscere Roberto anche nella vita privata, osservarlo durante le sue lezioni all’Accademia d’Imola e vedere il suo rapporto con gli allievi, che trovo semplicemente bello, pieno di umanità, un rapporto non solo da maestro ma anche da amico e da collega.

Giordano è un artista che, con il primo tocco sulla tastiera, ti porta nel mondo creato dal compositore e ti fa ritornare in sala solo con gli ultimi accordi. Credo sia un vero e proprio talento. La mia è forse una spiegazione banale ma vera. Proprio per queste emozioni indimenticabili aspettiamo sempre ogni sua esibizione e ci farebbe piacere di poterlo ascoltarlo dal vivo più spesso.

Vorrei ringraziare Roberto per l’invito a questo splendido concerto, organizzato in uno dei luoghi più belli di Milano, Palazzo Litta. Il sold out di qualche settimana prima non ha permesso a tutti di entrare nella maestosa Sala degli Specchi e di godere del fantastico programma che ha incluso le opere di R. Schumann {Blumenstük (Pièce fleurie. Op.19-Faschingsschwank aus Wien Op.26 (Carnaval de Vienne) — Allegro (Sehr Lebhaft) — Romanze (Ziemlich Langsam) — Scherzino Intermezzo (Mit Gröbter Energie) — Finale (Höchst Lebhaft)} e C. Debussy {La Sérénade interrompue, Prélude n.9, 1er livre — Les Collines d’Anacapri, Prélude n.5, 1er livre — Estamper — Pagodes — La Soirée dans Grenade — Jardins sous la Pluie — L’Isle Joyeuse}

Sono molto grata anche alla Bottega Discantica per la completa collezione dei CD di Roberto Giordano. La nostra presenza a Milano e la vicinanza di Palazzo Litta a questa casa discografica ci hanno permesso di completare la nostra collezione delle registrazioni di Roberto. Oramai da due settimane il CD “Clavicembalisti italiani XVIII sec” è nel nostro TOP personale e continuiamo a goderlo a casa a Mosca in attesa dei nuovi concerti.

 

Mamma Ro’ e bei ricordi

Gli scaffali nuovi portano una gran bella confusione nella tua casa non per qualche giorno ma per qualche settimana. I mobili cominciano a “viaggiare” per tutte le stanze in cerca del loro posto migliore. Ma sono contenta che posso finalmente mettere in ordine tutti i libri, posarli in una grande e comoda libreria nuova, regalare gli oggetti che non uso più ai miei amici per la decorazione della loro dacia (casa in campagna), portare in una libreria della mia città i libri che non mi servono più e i DVD che non penso più di riguardare. Facendo tutte queste cose ho trovato in un cassetto la mia adorabile tovaglia. Ha quasi 20 anni. È bellissima, fatta a mano e comprata tanti anni fa a Pisa in un negozio che era situato al primo piano del palazzo dove abitavo. Tornando ogni giorno a casa dalle lezioni d’italiano entravo in quel negozio. Qui ammiravo ogni oggetto fatto a mano: bellissime ceramiche, tovaglie, tazze e piatti di colori eccellenti e tante altre cose per la casa. Dopo 20 anni, quando ho cominciato a fare i miei siti dedicati a Lucca, ho scoperto che tutte queste ceramiche favolose venivano prodotte da una fabbrica lucchese! Anni dopo anche a Lucca ho visitato spesso questo negozio perché erano da ammirare non solo gli oggetti ma anche la vetrina e l’arredamento. Era uno dei miei negozi preferiti. Ho scritto un articolo su questa fantastica produzione lucchese e cercavo di arricchirlo con bellissime fotografie. Ma nella mia ultima visita a Lucca ho saputo che Mamma Ro è stata chiusa. Mi spiace sempre quando vengono chiuse le fabbriche artigianali, quelle che producono oggetti fatti con amore, cose che fanno parte della cultura e della storia della zona dove sono nate. Non so se in Italia da qualche parte è rimasto un negozio della Bottega di Mamma Ro ma questa tovaglia e le ceramiche comprate nei vari anni mi ricordano sempre di quel bellissimo negozio.

Accordi Disaccordi e “Midnight in Paris”

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Avete visto il film di Woody Allen “Midnight in Paris”? Non sono una fan di questo regista americano ma alcuni suoi film sono veramente stupendi. Perche’ ho ricordato oggi “Midnight in Paris”? Perche’ se non l’avete ancora visto allora e’ una storia da non perdere per molti motivi. Allen vi fa vedere una Parigi bella e romantica, la Parigi degli anni ’20. E’ un periodo in cui Parigi era il centro dell’arte contemporanea, la citta’ dove vivevano e crearono tanti pittori, scultori, scrittori. Allen e’ riuscito a girare un film pieno di atmosfera e tanto bello non solo per le immagini e per la musica stupenda ma anche per la filosofia del film!

Ma io l’ho ricordato per due motivi. Il primo e’ perche’ poco fa l’ho riguardato e mi ha affascinato nuovamente. Il secondo e’ per la musica. Una melodia si ripeta molte volte nel film. Chiamiamola il «leit-motiv» del film. Cercavo di capire dove l’ho sentita e ho ricordato una cosa che riguarda Lucca :-). Qualche anno fa, in piazza San Michele, abbiamo ascoltato un gruppo di musicisti di cui ho scritto sulle pagine del mio sito. Erano cosi’ bravi che ci siamo fermati e abbiamo ascoltato tutta la loro esibizione che e’ durata piu’ di un’ora. La bravura di quei musicisti era talmente ad alto livello che siamo rimasti stupiti di sentirli nelle vie della citta’. Il giorno dopo sono tornati in Piazza San Michele e ci siamo ritornati anche noi per ascoltarli di nuovo. Hanno dato tre concerti in tre giorni e abbiamo comperato anche i loro CD. Non ascolti spesso nelle vie musicisti di tale livello. Direi che quella e’ stata una bella eccezione. Il gruppo musicale si chiama «Accordi Disaccordi» e se vi capita di vedere il nome sui volantini non perdete l’occasione e andate ad ascoltarlo! Lo merita davvero! Sono veramente troppo bravi! Ma ho ricordato questo gruppo perche’ nel film di Allen il leit-motiv e’ proprio quello con cui inizia il CD di “AccordiDisaccordi”. Per un attimo ho pensato: “Chissa’ se sono loro a suonare nel film di Woody Allen?” 😉 Potrebbe anche essere! Perche’ sono troppo bravi e l’esibizione nel film e’ identica a quella che era regista nel CD 🙂

Il sito ufficiale del gruppo e’: http://accordidisaccordi.com/en/

Taxi con le orecchie :-)

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A Mosca ci sono numerosissimi taxi. Varie ditte cercano di attirare attenzione dei clienti a modo loro :-). Ieri abbiamo visto un taxi con “le orecchie” ;-). Un’idea molto simpatica che fa sorridere in una giornata stressante piena d’affari quando stai nel traffico ;-).

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Sokolov

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Da molto tempo per molti stranieri, la matriosca e’ il simbolo della Russia. Le «matreshki» in Russia sono prodotte in varie zone e in diverse citta’ del mio grandissimo Paese. Le piu’ popolari sono fatte a Sergiev-Posad, vicino a Mosca, a Semenovo (Niznij Novgorod) e nei piccoli paesi di Polhovkij Maidan e di Kutets.

La forma della matriosca viene usata da molti produttori in diversi campi: barattoli per il the, saliere, tazze etc. L’altro ieri ho visto un altro oggetto molto simpatico sempre della forma della famosa bambola russa. Mi e’ piaciuto cosi’ tanto che uno l’ho comprato per me e l’altro per un regalo ad una mia amica italiana. E’ un marchio russo che ormai e’ conosciuto anche in Svizzera e lo troverete la’ in uno dei negozi ufficiali. La produzione di queste bambole d’argento e’ situata nell’antica citta’ russa di Kostroma. Se siete curiosi potete vedere l’assortimento di Sokolov sul sito ufficiale di questa produzione russa.

Io invece spero di fare una bella sorpresa alla nostra amica italiana e chissa’ quali idee possano ancora venire in mente ai produttori che usano la forma di Matreshka 😉

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Studiare l’italiano

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Quando piu’ di 20 anni fa ho cominciato a studiare l’Italiano, era molto difficile trovare i manuali e gli altri materiali per lo studio. A Mosca c’erano pochissimi corsi di lingua italiana ed era molto difficile trovare insegnanti preparati. L’Italiano era considerato come una lingua rara. Ho frequentato diversi corsi di cui conservo bellissimi ricordi. All’inizio del mio percorso ho avuto degli insegnanti bravissimi, professoresse delle piu’ famose Universita’ di Mosca. Studiavo con gruppi di 3-5 persone, ma alla fine del corso arrivavo sempre sola soletta perche’ gli altri abbandonavano prima, qualcuno per pigrizia, qualcuno per le distanze che dovevano affrontare 3 volte alla settimana. Fare viaggi di 3 ore (andata/ e ritorno) non era comodo, e al traguardo arrivavano solo quelli che avevano una motivazione e un desiderio di studiare piu’ forti degli altri :-).

A parte questo, ho anche ricordi buffi. La prima scuola di lingue dove sono andata alloggiava negli spazi dell’Istituto di Culinaria. E noi, tre studenti, studiavamo in compagnia di grandissime pentole esposte nell’aula :-). Era molto divertente :-).

Un altro ricordo un po’ buffo e po’ triste. Una sera, dopo la lezione, ci siamo incontrati con dei miei amici e abbiamo deciso di andare a cenare in un ristorante di Mosca. Era tardi e faceva buio. Hanno parcheggiato la loro macchina in un posto davanti al ristorante. Con me, a parte la mia borsetta, io avevo un’altra borsa con i manuali d’Italiano, i quaderni, i CD con i dialoghi italiani. I miei amici mi hanno proposto di lasciare questa borsa “italiana” in macchina, ma non hanno voluto metterla nel portabagagli assicurandomi che stava benissimo anche nell’abitacolo, giu’ in basso tra i sedili. L’idea non mi sembrava buona, ma loro erano certi e dicevano che l’automobile aveva i finestrini scuri e nessuno vedeva da fuori cosa c’e’ dentro. Non ho insistito.

Quando dopo due ore siamo ritornati, il finestrino era rotto e dentro non c’era piu’ la mia roba italiana. Io mi preoccupavo per l’auto dei miei amici, invece loro si preoccupavano tanto per la mia borsa e per il fatto di aver insistito a lasciarla nell’abitacolo. Ci siamo quindi dedicati alla ricerca di quello che io avevo perduto, e abbiamo fatto un «giro” di tutti i bidoni dell’immondizia in tutti i cortili. Purtroppo senza risultati. Mi spiaceva tanto, perche’ dentro c’erano manuali difficili da trovare e costosi ma, a un certo punto, ho immaginato le facce dei ladri quando al posto del portatile o di chissa’ che altro pensavano di trovare, hanno visto tutta questa roba in una lingua sconosciuta. E quel fatto mi ha fatto ridere. La storia e’ finita bene lo stesso: i miei amici hanno cambiato il finestrino e io dopo poco ho ordinato lo stesso manuale in Italia.

Sono passati vari anni. Ho studiato anche a Pisa, ma quell’inizio degli studi della lingua italiana e’ rimasto per sempre nella mia memoria come un periodo complicato ma tanto bello… Era cosi’ difficile trovare i manuali ma era cosi’ bello trovare degli amici che ti aiutavano ad imparare l’italiano con grande entusiasmo! (Saluti Albertuzzo!)

Ricordavo tutto questo quando oggi ascoltavo una bella trasmissione italiana, il musical “I Tre moschettieri”. Ho pensato quanto e’ bello ora studiare l’Italiano perche’ a Mosca ci sono dappertutto scuole dove l’insegnano, e non devi piu’ fare viaggi di 3 ore andata e ritorno. Puoi trovare qualsiasi manuale stampato in Italia su Internet, trovi diversi corsi online, tanti forum, queste stupende trasmissioni e tanta altra roba che e’ sempre a vostra disposizione. E non c’e’ piu’ bisogno, come 20 anni fa, di superare tanti ostacoli per poter imparare l’italiano ;-)… Basta averne il desiderio e la curiosita’… e studiare!

 

 

Lucca, cultura russa, «Jenavi» e arte

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Miei cari lettori italiani,

Negli ultimi tempi ho scritto poco in Italiano, mi sa, e devo cambiare subito questa situazione :-).

L’estate russa sta per finire. Mancano gli ultimi 10 giorni, ma il 1 settembre tutti gli scolari tornano sui banchi e tutti gli studenti riprendono i loro studi nelle Universita’.

Avendo ormai tre siti su cui lavorare ho avuto poco tempo per gli articoli in italiano perche’ ho sempre dato la preferenza al nuovo sito dedicato a Lucca. Ce ne sono due versioni: sia in russo sia in italiano. Ci vuole sempre molto tempo per trovare informazioni, fare le traduzioni dall’italiano al russo e scrivere gli articoli per ‘Cittadipuccini” (www.cittadipuccini.ru/www.cittadipuccini.it).

Ora preparo una nuova intervista in italiano e cerco di terminare la traduzione in russo di una conversazione precedente. Spero di darvi al piu’ presto informazioni interessanti.

Ma rimane sempre molto da fare anche per il mio sito dedicato alla cultura russa. “Un viaggio chiamato Russia” in 12 anni e’ diventato veramente grande e ricco di informazioni. Non smetto mai di scrivere articoli in italiano anche per questo mio sito e sempre cerco di raccontavi qualcosa di interessante della Russia.

Poco fa ho aggiunto una nuova rubrica che si intitola “Made in Russia». Devo dire che scopro tante cose nuove anche per me, ad esempio una ditta di San Pietroburgo che produce bigiotteria. Ho gia’ preparato diversi regalini di questo marchio per tutte le mie amiche italiane e di tanto in tanto do un’occhiata al negozio “Jenavi” alla ricerca qualcosa di particolare e unico.

L’acquisto di certi oggetti diventa un gioco perche’ alcuni anelli, ciondoli, orecchini e spile sono prodotti in un esemplare unico e trovare quello che “Jenavi” ha prodotto qualche mese fa diventa abbastanza complicato. Un esempio e’ questo ciondolo che ho trovato due giorni fa. “Jenavi” produce veramente tantissime cose di qualsiasi gusto. Il ciondolo in fotografia e’ una copia di un oggetto da museo dell’inizio del Novecento. L’originale si trova nel Museo Etnografico di San Pietroburgo. La collaborazione di “Jenavi” con questo museo divulga le sue collezioni e fa conoscere alla gente gli oggetti migliori della cultura tradizionale dei diversi popoli abitati sul territorio della Russia. Un giorno sono rimasta stupita di sapere che in Russia abitano (ATTENZIONE!) 180 popoli!

Questo ciondolo e’ un oggetto nazionale del popolo del Daghestan.

Trovo questa idea e la collaborazione di “Jenavi” con il Museo Etnografico semplicemente belle!!

Se mi capita di trovare ancora qualcosa di particolare della produzione di “Jenavi” ve lo faccio vedere senz’altro 🙂

Nella fotografia potete vedere anche due anelli dello stesso marchio di cui vi racconto nel prossimo articolo perche’ anche loro sono particolari ;-).

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Ma una rosa e’ caduta sulla zampa di Asor

Questo anello prodotto da “Jenavi” mi e’ piaciuto subito per diversi motivi. E’ semplice ma ha una cosa particolare: una frase in russo che si legge assolutamente uguale da sinistra a destra e viceversa.

Chi sa leggere il russo puo’ rendersene conto da solo: А РОЗА УПАЛА НА ЛАПУ АЗОРА.

Faccio la traduzione per farvi capire cosa significa: ma una rosa e’ caduta sulla zampa di Asor.

Interessante, nella lingua italiana esiste qualcosa di simile? 🙂

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Made in Russia. Souvenir russi straordinari

580920_original581169_originalQuando visitiamo un altro Paese cerchiamo di conservare dei bei ricordi di questo posto: i gusti dei piatti tipici, le fotografie, le conoscenze con la nuova gente, le impressioni provocate dalle visite dei musei e delle citta’, e infine i souvenir. Ogni Paese ha delle cose tipiche che ogni turista riporta a casa come regalini, pensierini e come piccoli doni per i propri amici e parenti.

In Russia i souvenir tipici sono numerosissimi perche’ fanno parte dell’Arte Popolare Russa che e’ molto ricca. Di questa arte potete leggere sempre su questo sito nella omonima sezione.

Oggi vorrei aprire una nuova rubrica che chiamo «Made in Russia.Souvenir russi straordinari». Qua parlo degli oggetti che trovo e che attirano la mia attenzione perche’ li trovo belli e particolari. Con questi regali russi, faccio conoscere meglio il mio Paese, sempre ricco di persone di grande talento, ai miei cari amici italiani! Potrebbero essere alternative ai regali classici.

Allora, andiamo per ordine…