Grigor'ev Apollon Aleksandrovic

Nacque a Mosca il 28 luglio 1822 da famiglia modesta; si laureo' in legge e insegno' diritto.
Ebbe una vita grama, segnata dall'alcool e dalla miseria, che lo fecero finire ripetutamente in prigione.
Scrisse per varie riviste, tra cui il
Moskovitjanin e le riviste dei fratelli Dostoevskij Vremja e Epocha.
Elaboro' la teoria della critica organica, tendente a valutare ogni opera d'arte nel contesto della cultura che l'ha prodotta. Fu fine traduttore di Shakespeare e critico d'arte e letterario.
Poeta dalla produzione non abbondante ma originale, fu scoperto e valorizzato solo successivamente, grazie al giudizio di Blok.
Grigor'ev venne in Italia come precettore di un figlio della nobile famiglia Trubeskoj.
Fu a Venezia, citta' cui dedico' il poemetto
Venezia la bella (titolo in italiano, secondo una consuetudine dell'epoca), anche se alcune delle cose piu' belle sull'Italia, Grigor'ev le espresse in una serie di lettere che indirizzo' ad amici, soprattutto E. S. Protapova e M.P. Pogodin.
Visito' molte altre citta', da Firenze a Roma a Genova, sino al ritorno in Russia nell'ottobre 1858.
Mori' a San Pietroburgo il 7 ottobre 1864.

Ruggiero Mascolo, 6/2005

L'Italia

L'Italia e' un veleno per una natura come la mia; c'e' in essa come un fluido narcotico che agisce sui nervi irritandoli. Come potete immaginarvi, c'e' freddo e gelo, e intanto esci alle undici sul Lungarno e il sole brucia, scotta. Di questo fluido narcotico, anche se profumato, sono permeate tutte le creazioni della grande arte. Dio mio, che mondo il mondo di Raffaello e di Andrea del Sarto, il mondo di fra Bartolomeo e di Tiziano, del divino Murillo e di Paolo Veronese! Come se la vertigine si impadronisse della tua anima. Questa mattina ho fatto in tempo ad andare di nuovo a Palazzo Pitti. La Madonna del Murillo sta bene e ha chiesto di salutarvi, ma guardava, come dire, con un'aria di morboso spavento; forse l'inquietavano i discorsi vuoti e non del tutto decenti della vicina, la moglie di Paolo Veronese, questo mostro di bellezza sensuale o di bellezza del mostruoso, questa dissoluta grassottella e sazia col doppio mento e il gozzo…

Apollon Aleksandrovic Grigor'ev: Materialy dlia biografij, a cura di Vl. Kniaznin. Pietroburgo, Edizioni della Casa di Puskin presso l'Accademia delle scienze, 1917. In Ettore Lo Gatto: Russi in Italia. Roma, Editori Riuniti, 1971, p.212-213.


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